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Home / Economia / CONFINDUSTRIA ALTO ADRIATICO – AGRUSTI: «IL PRIMATO SPETTA ALLE IMPRESE»

CONFINDUSTRIA ALTO ADRIATICO – AGRUSTI: «IL PRIMATO SPETTA ALLE IMPRESE»

CONFINDUSTRIA ALTO ADRIATICO – AGRUSTI: «IL PRIMATO SPETTA ALLE IMPRESE»

Primo Consiglio Generale oggi a Pordenone per Confindustria Alto Adriatico – la Territoriale nata dall’unione fra le imprese delle Associazioni di Confindustria Venezia Giulia e Unione Industriali Pordenone. L’incontro, svoltosi questa sera nella sede di piazzetta del Portello, giunge a valle di un percorso approvativo culminato a fine anno, come aveva avuto modo di anticipare il Presidente, Michelangelo Agrusti, nel «matrimonio tra la città della scienza e quella della manifattura».
«Questa fusione – ha detto Agrusti nel suo speech, unico punto all’ordine del giorno – darà grandi frutti perché nato dalla tenace volontà di trovare coesione ed unità, ci sono diversi aspetti che ci legano dal punto di vista ideale ed oggettivo e delle compatibilità delle rispettive strutture industriali dei nostri territori».
Il valore più grande prodotto dall’esperienza Unindustria si chiama Sistema Pordenone, costituito dell’idea portante per cui l’industria viene prima di Confindustria, vale a dire che le imprese sono al centro della nostra visione, non siamo semplicemente una associazione che eroga servizi ma qualcosa di più, siamo riusciti a permeare il territorio della nostra presenza, della nostra opinione, della nostra forza organizzativa. Grazie a una reputazione conquistata e riconosciuta – ha detto – oggi esprimiamo i vertici di diverse articolazioni del tessuto socioeconomico, fattispecie che ci ha consentito di mettere a terra, in tempi relativamente brevi, le idee che avevamo per rimodellare al meglio questo territorio. Vorrei che l’idea portante di questa unificazione rimanesse la stessa. Perché abbiamo la presunzione di voler essere totalmente al servizio delle imprese, dalla più piccola alla più grande; negli anni scorsi – ha spiegato il Presidente di Confindustria Alto Adriatico - abbiamo sostenuto gli imprenditori quando le aziende chiudevano, avuto i nostri caduti e, parimenti, creato condizioni di recupero. Tutto questo ci ha permesso di dare a Confindustria il senso della sua utilità in un’epoca in cui la crisi dei corpi intermedi riguarda anche noi.
Secondo Agrusti il compito di Confindustria è di mescolarsi con gli interessi più generali della città: cultura, formazione, istruzione ed anche sanità perché sappiamo che l’imprenditore, il quadro, l’operaio, debbono trovare una città accogliente, un luogo in cui poter allevare i figli e prendersi cura dei propri anziani. Se un territorio cresce, cresce anche l’impresa. Ci stiamo riuscendo senza per questo creare troppe liaison con la politica pur non escludendone un rapporto.
In ordine al Governo nazionale Agrusti ha fatto cenno ai provvedimenti che si stanno assumendo rispetto alle Srl definendoli drammatici perché potrebbero mettere in ginocchio quel sistema di imprese. Bisogna essere uniti, compatti e fare qualcosa proprio come quando, ha ricordato, la magistratura ha sequestrato i cantieri di Monfalcone: siamo andati lì con il nostro Presidente nazionale per dimostrare su quella banchina che quei cantieri riguardavano tutti noi. E questo lo faremo per chiunque.
Per Agrusti Confindustria Alto Adriatico può essere una grande associazione – decisiva nell’orientamento delle politiche industriali del Friuli Venezia Giulia, questo – ha sottolineato – è il nostro obiettivo.
Lavoreremo sulle cose che conosciamo e conosceremo sulle rispettive peculiarità. Personalmente conosco molto bene Trieste, città che ritengo oggi esprimere il maggior dinamismo in Friuli Venezia Giulia. L’evento di luglio conferma il suo valore scientifico internazionale, un happening che consentirà al capoluogo giuliano di dotarsi di strutture importantissime come un centro congressi che considereremo come “nostro” dove ospitare innumerevole di iniziative, come il Club dei 15. Cruciale, per Agrusti, il trend di crescita turistica e l’industria turistica che andrà assecondata e valorizzata come pure il turismo congressuale.
Il Presidente ha ricordato motivi di sinergia grazie ai legami tra strutture della formazione e dell’istruzione così come per tutta la realtà dei poli tecnologici che potranno convivere ed entrare in simbiosi pur mantenendo invariate le singole specificità.
Agrusti ha anche fatto cenno alla necessità di una valorizzazione degli ITS sottolineando come oggi, in regione, saremo alla piena occupazione se non ci fosse quel mismatch tra domanda e offerta che va assolutamente colmato.
Un ultimo passaggio sulle eventuali ricadute della crisi in Cina, un fatto che per il Presidente di Confindustria AA si determina per la progressiva perdita da parte dell’Europa della sua indipendenza tecnologica e perché, ha detto, abbiamo delegato ad altri il compito di essere la fabbrica del mondo abbandonando intere filiere produttive. Dobbiamo recuperare il tempo perduto ma non sarà facile.
Insieme, ha concluso, faremo cose straordinarie.
Da oggi inizia una storia nuova.

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