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Home / Politica / Lavoro: Rosolen e Donazzan, Reddito Cittadinanza fallito

Lavoro: Rosolen e Donazzan, Reddito Cittadinanza fallito

Lavoro: Rosolen e Donazzan, Reddito Cittadinanza fallito

La premessa è che "le Istituzioni si rispettano, sempre". La conseguenza è che "anche leggi non esattamente collimanti con le nostre idee, vengono applicate". Il passo ulteriore è che, tuttavia, "Friuli Venezia Giulia e Veneto sono pronte a lanciare un guanto di sfida propositivo al governo centrale". Come? Puntando su "misure attive, aggredendo il mercato del lavoro con l'ambizione di governarlo. Da Roma arrivano proposte difensive, il nostro timore è che ci si schiacci su una linea assistenzialistica che inneschi una spirale viziosa. Teniamo a precisare che abbiamo sempre fatto tutto quanto ci è stato chiesto, ponendoci sempre come traino rispetto alle altre Regioni. Dal piano di rafforzamento dei Centri per l'Impiego all'inserimento dei Navigator, a ogni singola iniziativa legata a scelte nazionali, Fvg e Veneto hanno sempre risposto presente, con largo anticipo rispetto a tutte le altre realtà". Così Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, al termine di un confronto con la collega veneta Elena Donazzan. Spiega Rosolen: "Il Reddito di Cittadinanza è uno strumento che, come noto, il governo centrale ha elaborato, pianificato e indirizzato alle Regioni affinché venisse messo in atto. Chi ricopre un ruolo istituzionale sa, o dovrebbe sapere, qual è il confine tra la dialettica politica e consapevolezza dei ruoli. Il Reddito di Cittadinanza è una misura che nasce, con ogni probabilità, con le intenzioni migliori ma che, a nostro avviso, non si sono rivelate realmente efficaci. Non basta tamponare l'emorragia, ammesso e non concesso che lo faccia davvero. A chi cerca un'occupazione dignitosa e adeguatamene retribuita, non possiamo limitarci a offrire un sussidio per sbarcare il lunario. La sopravvivenza non basta, i nostri cittadini meritano di più: è evidente che serve una presa di coscienza di tutto il sistema economico, ma dobbiamo puntare su politiche attive del lavoro. Quali? Una formazione sempre più specializzata, più specifica, più precisa, più determinata ad essere dentro la dinamica della domanda e dell'offerta del mercato del lavoro, più completa, più efficace nel soddisfare le aspettative delle imprese". Aggiunge Donazzan: "Il Nordest è, tradizionalmente, la locomotiva d'Italia, ma oggi è costretto a rallentare a causa di politiche schizofreniche del governo centrale e di un contesto internazionale instabile. In Veneto, da tempo, abbiamo creato misure e strumenti efficaci, che hanno prodotto risultati concreti. Il governo centrale potrebbe rinunciare a sforzi di fantasia e prendere a modello alcune esperienze positive. Il problema è che il governo non ha saputo o voluto ascoltare le Regioni, che pure si sono poste, da subito, con un atteggiamento disponibile e finalizzato a rendere efficace questo strumento che, per quanto mi riguarda, è molto discutibile. L'esperienza e l'organizzazione dei servizi per il mercato del lavoro sono state ignorate, preferendo uno strumento, ad oggi, inefficace, se non nella parte delle indennità". Donazzan e Rosolen concludono: "Complessivamente, in Veneto, al 31 dicembre 2019, sono state 59mila 453 le domande complessive per reddito e pensione di cittadinanza, ovvero il 3,8% del totale nazionale. Sono state accolte 31mila 164 domande, a fronte di 23mila 113 respinte. In Fvg, le domande sono state quasi 21mila, di cui 12mila e 500 accolte. Ancora sotto esame 1.225 domande; 7.200, sono state respinte. Sono numeri che dimostrano quanto la misura sia stata poco incisiva per i nostri cittadini".

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